Una salsa tartufata dal sapore intenso e delicato allo stesso tempo, che accompagnerà i vostri pasti donandogli un piacevole retrogusto di tartufo ed un tocco di classe che stupirà anche i vostri ospiti.
Pronta all’uso e disponibile in diversi formati per ogni tipo di occasione.
E’ un prodotto artigianale ed italiano, preparato senza coloranti o conservanti.
Data di scadenza: 36 mesi dalla data di confezionamento.
Consistenza: cremosa di media intensità
Colore: marrone con pezzi più scuri
Odore: Tipico del tartufo
Sapore: Tipico del tartufo
La salsa tartufata è ideale per guarnire qualsiasi tipo di pasta, le frittate, le pizze, le bruschette, i crostini.
INGREDIENTI
FUNGHI CHAMPIGNON (AGARICUS BISPORUS), OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, OLIVE NERE, TARTUFO NERO ESTIVO (TUBER AESTIVUM VITT. ) 5% SALE ED AROMI.
MODALITA’ DI CONSERVAZIONE E D’USO
Conservare il prodotto in un luogo fresco ed asciutto
A vaso aperto conservare il prodotto in frigorifero massimo 4-5 gg ben coperto di olio
Prodotto pronto all’uso direttamente dal vaso.
Il tartufo è un pregiato fungo che deve essere trasformato perché sulle tavole possa arrivare un risultato di qualità, esaltato da fedeli tradizioni gastronomiche territoriali. La sua storia e quella della sua raccolta sono lunghe secoli e si intrecciano di memorie e di sacralità. E’ Plinio il Vecchio, scrittore e naturalista latino, che nel I secolo d.C. narra come il prezioso tartufo sia il frutto di acqua, calore e fulmini.
Giove, signore dell’Olimpo, scaglia un fulmine vicino ad una sacra quercia che dalle sue radici partorisce il tartufo. Protagonista indiscusso delle mense di nobili e alti prelati, il tartufo è da sempre un cibo altamente apprezzato il cui aroma provoca un effetto quasi estatico. Vive sottoterra in simbiosi con le radici di alcuni alberi tra cui proprio la quercia, il leccio, il pioppo e il tiglio, da cui si nutre traendone acqua, sali minerali, fibre e sostanze organiche. Dove c’è un tartufo, la natura respira ed è intatta: è infatti considerata una vera sentinella ambientale, perché non tollera l’inquinamento e tutto ciò che risulta dannoso alla natura stessa. Prima del cane, nella tradizione, è il maialino, figura quasi mitologica, a raccogliere i tartufi, un vero e proprio ghiottone e dall’olfatto raffinatissimo.
Oggi in Italia non è più consentito l’utilizzo del maiale, al quale viene sostituito il cane addestrato e coinvolto in un processo che non solo tutela l’animale, ma anche il tartufo e l’ambiente circostante.
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